Di chi è un contenuto generato dall’AI: output, input e contratti nella guida AIPIA
Un contenuto generato dall’AI ha un autore solo se riflette scelte creative umane. Senza quell’apporto si può usare secondo le condizioni del fornitore, ma nessuno
L’AI Act europeo è entrato nella fase operativa e con lui un calendario di obblighi che riguarda imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti. In questa categoria seguiamo le scadenze, i chiarimenti della Commissione, le posizioni dei garanti e i casi applicativi italiani, insieme al resto del quadro normativo: diritto d’autore e dati di addestramento, responsabilità, tutela dei lavoratori. L’obiettivo è pratico: capire che cosa va fatto, entro quando e da chi, senza allarmismi e senza minimizzare.
Oltre all’AI Act, il quadro seguito comprende il GDPR applicato ai sistemi di intelligenza artificiale, le pronunce dei garanti europei, il diritto d’autore sui dati di addestramento e le norme tecniche, come la UNI 11621-8 sui profili professionali, che trasformano gli obblighi generali in requisiti verificabili. Le scadenze citate sono quelle note alla data di pubblicazione di ciascun articolo.
Un contenuto generato dall’AI ha un autore solo se riflette scelte creative umane. Senza quell’apporto si può usare secondo le condizioni del fornitore, ma nessuno
Le norme tecniche traducono le leggi in requisiti che si possono applicare e verificare. Per l’intelligenza artificiale questo lavoro ha oggi un peso particolare, perché
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Per orientarti nel Regolamento c’è la Guida all’AI Act di AIPIA, aggiornata seguendo le linee guida della Commissione; per sapere dove portiamo la voce dei professionisti nelle consultazioni pubbliche vedi la pagina Rappresentanza istituzionale, dove elenchiamo tavoli e consultazioni a cui partecipiamo.
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